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Il Trofeo 3 Regioni in bike si chiude con il botto. Inutile girarci intorno perché l’epilogo di questa spettacolare kermesse si chiude con una gara che è la sintesi della filosofia cui è improntato tutto il circuito: percorsi a misura di biker. Ma signori miei la Re Ratchis è uno spettacolo per il biker, l’atleta, lo sportivo e l’uomo; non ci stupiremmo se ad un certo punto la nostra bike ci ringraziasse di averla portata in questi posti a far correre le ruote su splendidi sentieri e paesaggi da togliere il fiato: è il suo luogo di elezione, l’habitat naturale come per un leone la savana; nessuno poi osi dire che la frenesia della competizione non gli ha fatto vedere alcunchè di ciò che lo circondava perché sarebbe praticamente impossibile. Anche con il cuore al massimo dello sforzo un occhio al posto dove ci siamo immersi è impossibile che non lo buttiamo e l’unico commento possibile sarà:” certo che la Re Ratchis mi è rimasta dentro,quando ci andiamo la prossima volta?” Chi si è immerso nelle faggete dell’Amiata poi è stato colpito da una virus che non ha rimedi e che gli farà desiderare di tornare al più presto; i più lo chiamano “mal Re Ratchis” ma tutti noi lo conosciamo come passione in generale per la mountain bike.
Perché la Re Ratchis è stupenda? Vediamo insieme il motivo affrontando in una specie di demo tutto il tracciato di 43 km (magari si potesse affrontare così la gara penseranno in molti). Appena partiti, dopo circa 1 km, si affronta una salita di 1 km e mezzo con una pendenza massima del 20%, poi giù verso Acquapassante Catarcione dove attraverseremo un campeggio per poi dirigerci diritti come fusi verso il podere Tasso dove si può ammirare la torre di Radicofani. Da lì in poi tutto il tracciato si sviluppa tra i castagni e la rinomata faggeta amiatina quindi ogni commento è superfluo. Poi si risale fino al primo rifugio con una pendenza media del 14% ,ed è questa la prima novità del percorso, si godrà nel percorrere la pista di fondo fino alla località Capanna del guardia; da lì a poco, attraversata una strada asfaltata ed affrontati diversi saliscendi, si affronterà la salita delle Macinae di 1 km circa con pendenza del 15%. Finalmente, è il caso di dirlo, arrivati al Prato delle Macinaie si attraversa ancora la strada e….. si prenderà per lo skilift “Settebello” dove si affronterà una breve ma intensa salita con pendenza massima del 29%. Ve lo sareste mai immaginato? Una divertente pista di fondo chiamata “Gobbe di cammello” ci porterà al GPM in località Cantoredove dove ha inizio la prima divertente discesa a tornanti , finalmente dirà qualcuno; ma il riposo (relativo) durerà poco perché un tratto in salita nella bellissima strada di "Rigale" circondati da faggi secolari ci porterà alla spettacolare discesa della "Cocca": un single track di quasi 2km e pendenza massima del 38% in cui bisogna fare molta attenzione in alcuni passaggi tra sassi e fossi: roba per biker veri insomma. Arrivati alla fine della discesa, in località Cipriana, dopo circa 23 km, c’è il congiungimento con il percorso corto. Ci sarà d’affrontare un single track in salita e poi ancora discesa fino alla località S' Antonio. Da qui in poi incontreremo la seconda modifica al vecchio tracciato: non si scenderà più per la “Pineta del Salto” con il lungo single track ma si percorrerà una strada imbrecciata seguita da una salita tra castagni ginestre e sassi, spettacolare aggiungiamo noi, che di tanto in tanto modifica la sua pendenza in modo da far tirare il fiato tra le pinete a chi fino a quel punto ha dato tutto senza soluzione di continuità. La gioia durerà poco perché occorrerà essere lucidi e determinati per affrontare nella parte conclusiva una discesa alternata a single track fino alla vecchia strada che porta a Piancastagnaio: qui troviamo la terza modifica al percorso precedente: è stato eliminato il single track in salita che portava in località S. Lorenzo per scendere invece verso un divertente sentiero percorrendo il vecchio tracciato in cui si è svolta l'Italian Cup. L’epilogo consisterà in alcuni passaggi tecnici cui seguirà una salita con qualche ostacolo che ci catapulterà in località Crocetta. Le ultime briciole di forza ci serviranno per affrontare i continui saliscendi fino a Mercuri, a 4 km dall’arrivo e per chi ne avrà ancora potrà ammirare l’ultima modifica al percorso, entusiasmante, che consiste in una discesa tra i pini che riporterà tutti i bikers nel classico e bellissimo single-track finale per la spettacolare entrata allo stadio dove si attraverserà lo striscione dell’arrivo.
Siete rimasti senza parole, vero? Non è un caso visto che il percorso porta anche la firma illustre di Mirko Pirazzoli che da quanto ne sappiamo di mountain bike è uno che ci capisce qualcosa e con risultati assolutamente rilevanti a livello internazionale.
Le notizie non si fermano qui perché la Re Ratchis è un evento per la grande famiglia dei bikers e quindi ci sono delle bellissime opportunità e novità sui cui vi aggiorneremo tra pochissimi giorni. Vi abbiamo fatto venire l’acquolina in bocca intanto?
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